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Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore- sintesi

2026-03-21 10:20

Studio Commerciale Canalis

Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore- sintesi

Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67 ss. D.Lgs. 14/2019): alcuni profili applicativi dopo il correttivo 2024

Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore- sintesi

Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67 ss. D.Lgs. 14/2019): alcuni profili applicativi dopo il correttivo 2024

 

Cos’è e a cosa serve

L’accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore è uno degli strumenti più importanti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, artt. 67–73).

Si tratta di una procedura che consente al consumatore sovraindebitato di riorganizzare i propri debiti attraverso un piano sottoposto direttamente al giudice, senza bisogno dell’approvazione dei creditori.

👉 In pratica: il debitore propone una soluzione e sarà il giudice a valutarne correttezza e sostenibilità.

Le regole sono state aggiornate dal D.Lgs. 136/2024 (in vigore dal 28 settembre 2024), applicabile anche ai procedimenti già in corso.

 

Chi può accedere

Può utilizzare questa procedura solo il consumatore, cioè una persona fisica che ha contratto debiti per scopi personali e non professionali o imprenditoriali.

Sono esclusi:

  • imprenditori (anche agricoli)
  • professionisti
  • start-up innovative
  • imprese minori

✔️ È invece possibile accedere anche se:

  • si è soci di società
  • si è svolta attività d’impresa in passato
  • si svolge un’attività lavorativa attuale (se i debiti sono personali)

Attenzione ai debiti “misti”

Se i debiti sono sia personali che professionali, la situazione è più complessa.

  • L’orientamento prevalente tende a escludere questi casi
  • Tuttavia, alcune decisioni ammettono l’accesso se i debiti personali sono prevalenti

 

Quando si può accedere: il sovraindebitamento

Serve uno stato di sovraindebitamento, cioè:

  • impossibilità di pagare i debiti nei prossimi 12 mesi
  • presenza di debiti scaduti o procedure esecutive
  • mancanza di redditi o beni sufficienti

 

Il requisito chiave: la “meritevolezza”

Non basta essere indebitati: il debitore deve essere meritevole.

Non deve:

  • aver ottenuto esdebitazione negli ultimi 5 anni
  • averne già ottenute due
  • aver causato i debiti con colpa grave, frode o malafede

Quando c’è colpa grave?

Ad esempio:

  • spese eccessive rispetto al reddito
  • debiti contratti sapendo di non poter pagare

Quando c’è frode?

  • nascondere beni o debiti
  • fornire dati falsi
  • compiere atti per danneggiare i creditori

Fattori che possono attenuare la colpa

Il giudice valuta il caso concreto. Possono aiutare:

  • perdita del lavoro
  • malattia
  • spese mediche
  • difficoltà familiari
  • ludopatia certificata
  • truffe subite

👉 La valutazione è sempre complessiva, non automatica.

 

Il ruolo delle banche: il merito creditizio

Un aspetto molto importante è verificare se la banca ha concesso il credito in modo corretto.

Si valuta se il finanziamento era sostenibile considerando:

  • reddito disponibile
  • spese familiari
  • altri debiti

Due possibili esiti:

✔️ Verifica positiva → prestito sostenibile
Verifica negativa → prestito eccessivo

👉 Se la banca ha sbagliato:

  • diminuisce la responsabilità del debitore
  • la banca perde il diritto di contestare il piano

 

Come funziona la proposta

Il debitore presenta un piano con cui propone di pagare i creditori:

  • anche parzialmente
  • anche con modalità diverse dal denaro
  • anche con tempi lunghi

Può prevedere:

  • riduzione dei debiti
  • pagamento differenziato tra creditori
  • sospensione temporanea dei pagamenti
  • intervento di terzi (es. familiari)

👉 Non esiste una percentuale minima obbligatoria.

 

Le spese di vita: elemento decisivo

Il piano si basa su un principio semplice:

👉 si pagano i debiti con ciò che resta dopo le spese necessarie per vivere

Quindi è fondamentale dimostrare:

  • composizione della famiglia
  • redditi
  • spese documentate

Esempi di spese:

  • affitto o mutuo
  • bollette
  • cibo
  • scuola
  • sanità
  • trasporti

⚠️ Il giudice verifica che le spese siano realistiche (né troppo basse né eccessive).

 

Il ruolo dell’OCC

L’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) è centrale nella procedura.

Si occupa di:

  • assistere il debitore
  • verificare i dati
  • redigere una relazione dettagliata

La relazione include:

  • cause dell’indebitamento
  • situazione economica
  • comportamento del debitore
  • valutazione della documentazione

 

Il procedimento: passo dopo passo

  1. Il debitore si rivolge all’OCC
  2. Viene predisposto il piano
  3. Si presenta la domanda al giudice
  4. I creditori possono fare osservazioni
  5. Il giudice valuta tutto
  6. Se approva → omologa il piano

👉 Non serve il voto dei creditori.

 

Dopo l’omologa: cosa succede

  • il piano diventa obbligatorio
  • il debitore deve rispettarlo
  • l’OCC controlla l’esecuzione

Se tutto va bene:
👉 i debiti vengono chiusi secondo il piano

 

Quando si perde tutto: la revoca

Il piano può essere revocato se:

  • ci sono frodi o irregolarità
  • il debitore non paga
  • il piano diventa impossibile

In questi casi si può passare alla liquidazione controllata.

 

Quanto costa

Il compenso dell’OCC:

  • si paga alla fine
  • è stabilito per legge (DM 202/2014)
  • dipende da attivo e passivo

👉 Viene accantonato nel piano.

 

Conclusione

L’accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore è uno strumento molto potente:

✔️ consente di ridurre i debiti
✔️ blocca le azioni dei creditori
✔️ non richiede il loro consenso
✔️ offre una vera possibilità di ripartenza

Ma attenzione:
serve trasparenza, documentazione completa e un comportamento corretto.